Di seguito i seguenti argomenti:

  • Perdita contrassegno o targa ciclomotore

  • Perdita certificato d’idoneità tecnica o di circolazione ciclomotore

  • Perdita contrassegno o targa ciclomotore

  • Furto

  • Demolizione ciclomotore

  • Acquisto e vendita ciclomotore


Perdita contrassegno o targa ciclomotore

Nel caso di furto o smarrimento del contrassegno d’identificazione o della targa, l’intestatario deve, entro 48 ore dalla constatazione, farne denuncia agli organi di polizia e chiedere il rilascio di un nuovo certificato di circolazione e l’emissione di una nuova targa ad un ufficio della motorizzazione civile o ad uno dei soggetti abilitati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ora Ministero dei trasporti).

 Il rilascio del nuovo certificato e della nuova targa sono contestuali alla domanda. La procedura è la stessa anche nel caso di deterioramento della targa, previa distruzione della stessa.

 La procedura è identica per contrassegno d’identificazione e targa poiché dal 14 luglio 2006 non è più possibile il rilascio del cosiddetto targhino.


Perdita certificato d’idoneità tecnica o di circolazione ciclomotore

In caso di smarrimento, distruzione o furto del certificato di idoneità tecnica o del certificato di circolazione, l’intestatario deve, entro 48 ore, presentare denuncia all’Autorità di polizia. Nel caso del certificato di idoneità, non essendo più possibile dal 14 luglio 2006 la sua emissione, l’intestatario dovrà immatricolare il ciclomotore secondo le nuove norme, munendosi quindi di certificato di circolazione e targa.

Nel caso del certificato di circolazione, l’interessato ne chiederà un duplicato agli uffici della motorizzazione civile o ad uno dei soggetti abilitati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ora Ministero dei trasporti). Sul duplicato verrà annotato lo stesso numero di targa già associato al documento originale. Per compiere le operazioni indicate, l’interessato ha tempo tre giorni dal momento della presentazione della denuncia. Nel caso in cui il certificato d’idoneità o quello di circolazione si deteriorino, la procedura da seguire è la medesima.


Perdita contrassegno o targa ciclomotore

Nel caso di furto o smarrimento del contrassegno d’identificazione o della targa, l’intestatario deve, entro 48 ore dalla constatazione, farne denuncia agli organi di polizia e chiedere il rilascio di un nuovo certificato di circolazione e l’emissione di una nuova targa.

Il rilascio del nuovo certificato e della nuova targa sono contestuali alla domanda. La procedura è la stessa anche nel caso di deterioramento della targa, previa distruzione della stessa. La procedura è identica per contrassegno d’identificazione e targa poiché dal 14 luglio 2006 non è più possibile il rilascio del cosiddetto targhino.

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Furto

In caso di furto del ciclomotore occorre, entro 48 ore, presentare denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza, indicando il numero di telaio ed avendo cura di denunciare, se necessario, anche il furto del certificato di idoneità tecnica o del certificato di circolazione, del contrassegno d’identificazione o della targa e del certificato di assicurazione.

Per i ciclomotori circolanti con la targa l’intestatario del ciclomotore deve presentare istanza di cessazione dalla circolazione al fine dell’aggiornamento dell’Archivio nazionale dei veicoli. Importante: il nuovo sistema di targatura non ha in alcun modo modificato la natura giuridica del ciclomotore, che resta in ogni caso un bene mobile non registrato, vale a dire sottratto dall’obbligo di iscrizione nel pubblico registro automobilistico.

All’istanza devono essere allegati:

  • la ricevuta di avvenuta denuncia del furto agli organi di polizia o, in alternativa, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà comprovante l’avvenuta denuncia;

  • il certificato di circolazione in originale, anche se deteriorato (in caso di smarrimento, furto o distruzione del certificato stesso, dovrà essere allegata la ricevuta di avvenuta denuncia agli organi di polizia o, in alternativa, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà comprovante l’avvenuta denuncia), oppure il certificato di avvenuta sospensione del ciclomotore dalla circolazione.

All’interessato viene rilasciato, contestualmente all’istanza, un certificato di avvenuta cessazione del ciclomotore dalla circolazione per perdita di possesso e, se ricorre il caso, un certificato di cessazione della targa sottratta. Se la targa non è stata oggetto di furto, la stessa rimane in possesso del titolare che può chiedere di associarla ad altro ciclomotore tramite il rilascio di un nuovo certificato di circolazione.

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Demolizione ciclomotore

Per la demolizione dei ciclomotori circolanti con il contrassegno di identificazione non sono previsti obblighi di comunicazione al P.R.A. o alla Motorizzazione. Si dovrà aver cura però di rimuovere il contrassegno, eventualmente restituendolo alla Motorizzazione se non se ne prevede il riutilizzo su un altro ciclomotore. Il veicolo dovrà essere consegnato ad un demolitore autorizzato; è prevista una sanzione per chi abbandona su suolo pubblico un ciclomotore da demolire.


Acquisto e vendita ciclomotore

Con le nuove norme introdotte dal DPR 6 marzo 2006 n. 153 in vigore dal 14 luglio 2006, in caso di trasferimento di proprietà bisogna distinguere tra i seguenti casi:

Ciclomotori già in circolazione al 14 luglio 2006

se l’acquirente è in possesso di un proprio contrassegno d’identificazione (targhino), si segue la vecchia procedura: il venditore toglierà il suo targhino (se ne è in possesso) prima di cedere il ciclomotore e consegnerà all’acquirente il certificato di idoneità tecnica contenente i dati di identificazione del telaio e le caratteristiche tecniche del ciclomotore; l’acquirente provvederà ad apporre sul veicolo il suo targhino e a munire il mezzo della copertura assicurativa RCA obbligatoria. In pratica, non vi è alcun obbligo di registrazione del trasferimento di proprietà: il targhino identifica infatti il responsabile della circolazione e non il veicolo, e quindi può essere smontato da un ciclomotore e messo su un altro. Non è neanche necessario l’atto scritto, che però sarà opportuno richiedere o rilasciare quantomeno come ricevuta dell’importo pagato e della provenienza del veicolo o del trasferimento degli oneri e delle responsabilità connessi al possesso del veicolo.

se l’acquirente non è in possesso di un proprio contrassegno d’identificazione (targhino), bisogna seguire la nuova procedura: al venditore spetterà sempre togliere il suo targhino (se ne è in possesso) prima di cedere il ciclomotore e consegnare all’acquirente il certificato di idoneità tecnica contenente i dati di identificazione del telaio e le caratteristiche tecniche del ciclomotore; l’acquirente invece dovrà provvedere ad immatricolare il veicolo munendosi così del certificato di circolazione (contenente i dati di identificazione e costruttivi del veicolo, nonché quelli della targa e dell’intestatario) e della targa, che identifica l’intestatario del certificato di circolazione (dal 14 luglio 2006 infatti non sarà più possibile richiedere né ottenere i vecchi certificati d’idoneità tecnica e contrassegni d’identificazione). Inoltre, naturalmente, dovrà munire il mezzo della copertura assicurativa RCA obbligatoria.

Ciclomotori immessi in circolazione a partire dal 14 luglio 2006

– In questo caso, il venditore toglierà la sua targa prima di cedere il ciclomotore e deve richiedere la sospensione dalla circolazione allegando il certificato di circolazione (questa procedura permetterà di poter associare la targa che resta al venditore ad un altro ciclomotore mediante il rilascio di un nuovo certificato di circolazione). L’acquirente richiederà l’emissione di un nuovo certificato di circolazione: a questo verrà associato il numero di targa eventualmente già in possesso dell’acquirente e non associata ad un altro ciclomotore, altrimenti si procederà al rilascio di una nuova targa. Anche in questo caso, l’acquirente dovrà munire il mezzo della copertura assicurativa RCA obbligatoria. La targa è applicabile solo al veicolo identificato nel certificato di circolazione di cui risulta intestatario il titolare della stessa targa. Chi risulta intestatario di più veicoli deve conseguentemente munirsi di un corrispondente numero di certificati di circolazione e di targhe. Se non si intende riutilizzare la targa dopo la vendita, il titolare deve provvedere alla sua distruzione dandone comunicazione ad un ufficio della motorizzazione civile o ad uno dei soggetti abilitati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ora Ministero dei trasporti) per l’aggiornamento della sezione ciclomotori dell’Archivio nazionale dei veicoli.

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