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Il sidecar (tecnicamente denominato in Italia “motocarrozzetta”) è un veicolo asimmetrico a tre ruote. Considerato motoveicolo, è costituito dalla combinazione di una motocicletta con una struttura laterale portante provvista di ruota, generalmente un carrozzino.

Il sidecar, ponendosi a metà tra una moto e un’auto d’epoca, è considerato un mezzo attraente che offre un’esperienza unica di guida.

La storia della motocarrozzetta

Il primo prototipo documentato di sidecar risale alla fine dell’Ottocento: vinse una competizione per biciclette in Francia, nello specifico venne reputato il miglior metodo per trasportare un passeggero su una bici.

La diffusione delle motocarrozzette raggiunse il suo apice prima degli anni Cinquanta come valida alternativa all’automobile, più costosa. Durante le Grandi Guerre il sidecar raggiunse il suo apice di utilizzo, anche come mezzo militare, per la capacità di attraversare deserti e fango.

In Italia ebbero gran successo le motocarrozzette firmate Moto Guzzi.

Dopo le guerre divennero il mezzo prediletto di molte famiglie che non potevano permettersi le automobili, fino a essere completamente sostituite dalle auto.

Oggi sono relegate al mondo del collezionismo e del tempo libero.

L’asimmetria del sidecar

A differenza di un trike (che è simmetrico), il sidecar è composto da una motocicletta a cui è agganciato un carrozzino laterale con una terza ruota. Il sidecar ha delle caratteristiche specifiche:

  • il telaio deve essere estremamente robusto per sopportare le torsioni laterali che una moto normale non ha;
  • la terza ruota spesso è fissa, ma in alcuni modelli d’epoca o russi può essere motrice, trasformando il mezzo in un vero 3×2 da fuoristrada;
  • molti modelli offrono un vano posteriore nel carrozzino che funge da bagagliaio, rendendo il sidecar perfetto per il mototurismo a lungo raggio.

La guida del sidecar

Guidare un sidecar non è come guidare una moto per questi motivi:

  • la moto non “piega”, si guida di braccia e di baricentro;
  • durante l’accelerazione il peso del carrozzino “frena” la moto, facendola deviare verso destra, quindi bisogna correggere con il manubrio verso sinistra;
  • in frenata l’inerzia del carrozzino spinge la moto, facendola deviare verso sinistra, è utile frenare con dolcezza e anticipo usando entrambi i freni;
  • durante la curva a destra la forza centrifuga tende a sollevare il carrozzino, bisogna rallentare molto in ingresso e accelerare leggermente per “chiudere” la curva;
  • Curvando a sinistra, la moto tende a “puntare” verso l’esterno, è necessario entrare larghi e usare il peso del corpo verso l’interno.

Per i principianti, è comune mettere dei sacchi di sabbia o della zavorra nel carrozzino vuoto per stabilizzare il mezzo ed evitare che la ruota laterale si alzi troppo facilmente.

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